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Servizio Sanitario Regione Emilia Romagna
Home > Chiedi all'esperto  >  Uso corretto del servizio  >  Archivio quesiti  >  Quesito di arianna del 27/03/2005

Scheda quesito

Nickame:
arianna
Data:
27/03/2005
Quesito:
Buongiorno a tutti. Ho fatto circa un mese e mezzo fa un test per l'hiv, risultato negativo. L'altro ieri, per motivi legati ad altre circostanze, in ospedale mi hanno rifatto un ulteriore prelievo, sempre per l'hiv. Devo confessare che, nonostante il risultato precedente, e forse stupidamente, sono più preoccupata ora, nell'attesa dell'esito, che nel caso della volta precedente. Gli ultimi rapporti che potrei definire a rischio (ovvero senza l'uso del preservativo) li ho avuti più di 11 mesi fa, con un unico partner, di cui non conosco l'eventuale sieropositività. Successivamente, ho avuto un altro partner, che però è risultato negativo (anche lui si è fatto il test qualche settimana fa, e si presume abbia avuto rapporti solamente con la sottoscritta: per altro, ad eccezione di uno che abbiamo avuto in febbraio, tutti relativi a più di 4 mesi dal primo test). Vi chiedo quanto si può ritenere affidabile un test hiv attualmente: ho l'angoscia di tornare in ospedale e sentirmi dire, la prossima settimana, che il test è positivo e che il precedente non fosse valido. Considerando che dovrò fare un ulteriore richiamo a giugno, e un altro il prossimo anno, se devo viverli ogni volta così, mi viene l'esaurimento nervoso. Ringrazio chi voglia darmi qualche delucidazione (o forse meglio, conforto).
Risposta di risponditore non trovato:
Gentile Arianna, riferisce di aver avuto rapporti a rischio undici mesi fa e di aver effettuato un test HIV, risultato negativo, circa due mesi fa. Poichè il suo attuale partner, fisso, è risultato negativo al test HIV eseguito di recente, può ritenere definitivo il risultato del suo test, in quanto sono trascorsi più di 90 giorni dall'evento a rischio. Se non avrà ulteriori rapporti a rischio, le consigliamo di vivere tranquillamente anche gli esiti dei prossimi test HIV. Distinti saluti. S. Zona, dott.ssa Cinzia Cappi