Scheda quesito
- Nickame:
- sonar
- Data:
- 16/05/2018
- Quesito:
- Salve, circa 4 settimane fa ho avuto un rapporto (il primo e l'ultimo di questo genere) protetto con una prostituta, per vergogna e sensi di colpa non sono riuscito ad avere un'erezione così la donna mi ha pratica del sesso orale durante il quale il preservativo si è rotto. Non me ne sono accorto subito, ma appena resomene conto ho bloccato l'atto. Dopo 3 giorni trovo delle macchie verdi nella biancheria intima e conscio di aver contratto qualche infezione mi reco ad un pronto soccorso dove senza visitarmi mi prescrivono del ciproxin. A causa di tale antibiotico non posso procedere ad un tampone e l'urologo al quale mi rivolgo procede prescrivendomi 6 settimane di zitromax e minocin. Bruciore e secrezioni diminuiscono ma sono comunque presenti. Una settimana fa (a 3 settimane dal rapporto) noto che i linfonodi del collo (quelli sottomentali per la precisione) si sono gonfiati leggermente e ho iniziato ad avvertire un senso di tensione sul collo. Tale gonfiore è stato constatato anche dal mio medico. In seguito a ciò ho progressivamente perso il senso della fame e sviluppato un forte bruciore di gola (con relativo calo della voce), il tutto seguito da febbre e diarrea. Sono benissimo che i rapporti orali sono a bassissimo rischio di HIV, tuttavia tutti questi sintomi mi stanno facendo preoccupare (ho già prenotato delle analisi del sangue e tampone uretrale), tuttavia vorrei sapere se c'è qualche patologia o infezione all'infuori dell' hiv che può presentare tali sintomi. Grazie
- Risposta di risponditore non trovato:
- Salve Sonar,
ci racconta di un rapporto oro-genitale passivo in cui si è rotto il preservativo, seguito dalla comparsa di alcuni sintomi per i quali le è stata assegnata una cura antibiotica. La sintomatologia recente che ci riporta è aspecifica e non necessariamente riferibile al rapporto che ci ha riferito, tuttavia riteniamo che nel suo caso potrebbe essere indicata una visita presso un ambulatorio MST, dove potranno visitarla e valutare quali accertamenti sanitari consigliarle. Il rapporto che ci ha descritto, comunque, non è a rischio per HIV, per tale patologia può dunque stare tranquillo
Cordiali saluti
L.Gozzi, dott.ssa Santoro