Scheda quesito
- Nickame:
- ermione
- Data:
- 18/01/2007
- Quesito:
- grazie in anticipo per il servizio.
vorrei chiedere:
1-per la diagnosi nel periodo finestra,una real time rt-pcr eseguita dopo un mese e mezzo da un possibile rapporto a rischio può essere definitiva?
2-il valore riportato sul test dice <50 copie,vorrei sapere in media un soggetto che ha contratto l'hiv dopo un mese e mezzo che valori potrebbe avere di copie virali in circolo?
3-su molti siti ho letto che la rt-pcr è considerata quantitativa mentre per la diagnosi si userebbe una qualitativa,ponendo il quesito ad un medico di malattie infettivo mi ha risposto che anche la rt-pcr può essere usata a questo scopo e che il risultato una volta negativo è definitivo,condividete questa affermazione?
4-un operatore sanitario che ha contratto il virus hiv prima e dopo l'accertamento clinico può comunque continuare a fare prelievi, oppure la legge lo vieta e viene indirizzato ad altre attività?
grazie per l'attenzione
ermione
- Risposta di :
- Gentile Ermione,
1. La rt-PCR riduce il periodo finestra rispetto al test ELISA. Un esame negativo a 6 settimane è altamente probante ma il test è definitivo sole se viene eseguito un ELISA a 90 gg oppure con 2 RT-PCR a distanza di 4 mesi (diagnosi neonatale)
2. nelle prime settimane di infezione la viremia da HIV supera abitualmente le 100000 copie/mL
3. La PCT quantitativa non deve essere utilizzata per la diagnosi di infezione da HIV
4. Al momento la legge italiana non limita le mansioni degli operatori sanitari con infezione da HIV.
Cordiali saluti
dr. G. Guaraldi